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Per inziare abbiamo bisogno di ripilogare velocemente alcuni concetti di base, che costituiranno il common ground per comprendere al meglio i passaggi successivi

Corrente continua

La corrente continua è un flusso di elettroni unidirezionale: gli elettroni si muovono sempre nello stesso verso, con una intesità che può anche variare nel tempo. La batteria è l’esempio più comune di sorgente in corrente continua.

Due grandezze descrivono ciò che accade in un circuito del genere:

  • la differenza di potenziale elettrico fra i due elettrodi (i due poli della batteria) si chiama tensione;
  • la quantità di carica elettrica che scorre fra i due elettrodi si chiama corrente.

Un paragone che aiuta a fissare i concetti è quello idrico: la tensione è analoga alla pressione dell’acqua in un tubo, la corrente è analoga alla portata, cioè alla quantità d’acqua che effettivamente scorre.

Corrente alternata

Nella corrente alternata il flusso non è costante in un solo verso, ma è un succedersi di pulsazioni positive e negative: la corrente cambia continuamente direzione, con un andamento regolare nel tempo.

Alcuni concetti chiave:

  • la tensione di un segnale alternato può essere espressa in diversi modi: come valore di picco (il massimo raggiunto dall’onda) oppure, più comunemente, come valore efficace (RMS), che è quello normalmente utilizzato per indicare la tensione delle reti elettriche domestiche.;
  • il numero di pulsazioni al secondo si chiama frequenza, e si misura in Hertz (Hz): più avanti vedremo che poche decine di Hertz possono fare la differenza fra ascoltare correttamente un segnale CW oppure non riuscire più a riceverlo.
  • l’andamento “standard” di una corrente alternata segue una curva chiamata sinusoide.

La sinusoide

La sinusoide è la rappresentazione grafica delle oscillazioni: è la forma che assumerebbe, ad esempio, la traccia lasciata da un pennino attaccato a una molla in oscillazione, se sotto di esso facessimo scorrere un foglio di carta a velocità costante.

È un segnale relativamente semplice da generare, ma molto difficile da ottenere in forma perfettamente pura: qualsiasi circuito elettronico reale introduce, in misura maggiore o minore, delle imperfezioni. Ogni alterazione della forma d’onda rispetto alla sinusoide pura è chiamata distorsione, e le distorsioni hanno quasi sempre effetti negativi sulla qualità del segnale (ci torneremo parlando di armoniche, più avanti nel corso).

Corrente alternata e radio

Corrente alternata e radio sono due elementi connessi intrinsecamente. Il meccanismo, in sintesi, è questo:

  1. la “radio” nasce da una corrente alternata, prodotta dal trasmettitore;
  2. questa corrente viene trasferita all’antenna, che si comporta come un trasduttore;
  3. l’antenna trasforma parte dell’energia della corrente elettrica in un campo elettromagnetico irradiato nello spazio;
  4. il campo elettromagnetico si dirama dall’antenna e si propaga nello spazio, raggiungendo i ricevitori.

Tutto quello che faremo costruendo il Pixie – generare una frequenza stabile, miscelarla, amplificarla – serve in ultima analisi a produrre e gestire correttamente questa corrente alternata.

Le unità di misura

Per parlare con precisione di questi fenomeni servono delle unità di misura condivise:

  • la tensione si misura in Volt (V);
  • la corrente che scorre in un circuito è legata alla sua resistenza, e si misura in Ampere (A);
  • la resistenza si misura in ohm (Ω);
  • la potenza si misura in Watt (W), ed in corrente continua è il prodotto di Volt per Ampere.

Esistono formule che permettono di ricavare una di queste grandezze conoscendo le altre – la più importante, la legge di Ohm, la vedremo nel dettaglio quando parleremo dei resistori.

Multipli e sottomultipli

Molte delle unità che useremo (in particolare il Farad, unità di misura della capacità dei condensatori) sono, nella pratica dell’elettronica, o troppo grandi o troppo piccole per essere usate direttamente. Per questo si usano multipli e sottomultipli delle unità base, applicando dei prefissi. È utile avere sempre presente la relazione fra un prefisso e l’altro: in elettronica si usano di norma prefissi che differiscono per un fattore mille.

Prefisso Simbolo Valore
Tera T 1.000.000.000.000
Giga G 1.000.000.000
Mega M 1.000.000
Kilo k 1.000
Milli m 1/1.000
Micro µ 1/1.000.000
Nano n 1/1.000.000.000
Pico p 1/1.000.000.000.000

Questi prefissi torneranno continuamente man mano che leggeremo i valori stampigliati sui componenti (sui condensatori in particolare) quindi vale la pena fissarli bene fin da subito (o tenere la tabella a portata di mano).