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Terminato il montaggio, prendetevi il tempo necessario e verificate con cura tutte le saldature, ricordate che la fretta è una cattiva consigliera. Dopo questo fondamentale passaggio, prima di pensare a un vero collegamento radio c’è un ulteriore passo da non saltare: il collaudo.

Prima regola: per andare “in aria” serve la licenza

Va detto con chiarezza, prima di ogni altra cosa: collegare il Pixie a un’antenna e trasmettere effettivamente in banda radioamatoriale richiede il possesso della patente di radioamatore e la relativa autorizzazione/nominativo. Trasmettere senza licenza, anche con potenze modestissime, non è solo scorretto verso la comunità radiantistica, ma è anche sanzionabile penalmente. Tutto quello che segue in questa pagina, invece, si può fare legittimamente anche senza licenza, perché non prevede l’emissione di un segnale significativo verso l’esterno.

Come collaudare il circuito senza trasmettere “in aria”

Il bello di un progetto come il Pixie è che si presta benissimo a un collaudo graduale, a bassa potenza e a cortissimo raggio, ben prima (e indipendentemente) dal conseguimento della licenza:

  • verificate la continuità fra positivo e massa;
  • controllate la tensione di alimentazione;
  • misurare l’assorbimento a vuoto;
  • collegate una resistenza antiinduttiva da 50 Ohm/1 W al BNC al posto dell’antenna (o anche un corto pezzo di filo di qualche decina di centimetri): il segnale generato dall’oscillatore, e poi dal PA, sarà irradiato in modo talmente debole da restare confinato nella stanza, ma sufficiente per essere ricevuto a pochi metri di distanza – lo scopo non è trasmettere, ma verificare il corretto funzionamento degli stadi interni del circuito. ;
  • usate un secondo ricevitore (anche un semplice ricevitore commerciale, o un SDR economico, sintonizzato sulla frequenza del quarzo montato) per verificare che l’oscillatore parta correttamente e che il segnale sia stabile;
  • in ricezione, potete verificare il funzionamento del Pixie stesso ascoltando le stazioni presenti in banda con una antenna adeguata, oppure captando il segnale di un generatore o di un altro trasmettitore a bassa potenza nelle vicinanze;
  • premendo il tasto, con l’antenna corta collegata, potrete verificare – sempre con il secondo ricevitore, tenuto a distanza ravvicinata – che il PA entri effettivamente in funzione, ascoltando il tono generato.

Questo tipo di collaudo “a corto raggio” permette di verificare che tutti gli stadi funzionino – alimentazione, oscillatore, mixer, PA, audio – senza mai emettere un segnale in grado di propagarsi realmente in banda, e quindi senza bisogno della licenza. Alla catena manca infatti il componente più importante – l’antenna. È il modo più sensato per chi si sta ancora preparando per l’esame di verificare, con le proprie mani, che il proprio lavoro di saldatura abbia dato vita ad un circuito funzionante.

Solo una volta conseguita la licenza, con un’antenna adeguata alla banda scelta (80 o 40 metri) e la dovuta consapevolezza delle regole di buona pratica in aria, avrà senso provare un vero collegamento CW. E vi garantisco che realizzare un QSO in CW con un oggetto così semplice, e costruito con le vostre mani, è una esperienza memorabile.

Una parola di chiusura

Se questo circuito – così semplice, così economico, così alla portata di chiunque – esiste ed è replicabile da chiunque lo voglia costruire, non è merito di chi scrive queste pagine. È merito di una catena di persone che, nel corso di oltre quarant’anni, hanno scelto di condividere il proprio lavoro invece di tenerlo per sé: George Burt (GM3OXX), che pubblicò il FOXX su SPRAT nel 1983; Oleg Borodin (RV3GM), che sviluppò il Micro-80 quasi dieci anni dopo come evoluzione dello stesso concetto; Dave Joseph, che lo semplificò ulteriormente fino al Pixie che avete fra le mani.

È una consuetudine che attraversa trasversalmente il radiantismo, fin dalle sue origini: pubblicare schemi, misure, difetti e correzioni, senza brevetti né segreti, perché chi verrà dopo possa ripartire da lì invece che da zero. Questo corso – che di suo non inventa nulla di tecnicamente nuovo – vuole essere un piccolo anello in più di quella stessa catena: se a qualcuno di voi, un giorno, verrà voglia costruire il Pixie, di modificarlo, di migliorarlo, o semplicemente di spiegarlo a propria volta a qualcun altro, avrà fatto esattamente ciò per cui scrissi questo corso nel 2017.

73 de I8ZSE